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... | Il Servizio Volontario Europeo (SVE)

 

 
IL NOSTRO PROGETTO: VOLONTARI NEL MONDO NUOVO

La città di Lucera in breve

Storia
Lucera è un'antica città della Daunia. Il suo nome ha un'origine incerta e controversa. Lucera fu una colonia romana grazie ad una favorevole posizione e funzione difensiva. Questa città era la più fedele a Roma ed aveva l'onore di potersi autogovernare con magistrati come quelli romani, col il privilegio di poter coniare una moneta. Ai tempi di Augusto vennero fatti costruire un anfiteatro e i bagni termali. L'imperatore Costantino elevò la città come la più importante della Puglia e della Calabria con il nome di Costantiniana. Sotto gli Svevi (XIII secolo) Lucera conobbe il suo più grande periodo di benessere: l'imperatore Federico II la trasformò in una città forte - all'incirca dal 1224 al 1246 – trasferendoci numerosi saraceni (arabi). la città divenne conosciuta come Lucera Saracenorum (la città dei saraceni) con moschee ed altri segni della presenza di questa colonia. Nella seconda metà del 1200, sotto il dominio angioino, i saraceni – forti della protezione del fratello di Federico II – dopo molta resistenza vennero sconfitti. La città fu poi ripopolata con colonie di Provenzali e fortificata. Nel 1300 Carlo II d'Angiò – re di Napoli e di Sicilia – non sopportando la presenza di una isola arabica nel suo regno Cristiano e incapace di gestire i turbolenti saraceni attaccò la città e dopo undici giorni prese la città ed ordinò lo sterminio dei saraceni e la cancellazione dei segni di quella civiltà. La moschea venne distrutta e le rovine della cattedrale dedicata alla Vergine furono rialzate; la città venne rinominata come “Città di Santa Maria” ed ebbe privilegi e libertà, venne fornita di altre mura, di un nuovo tempio Cristiano ed estesa di 900 metri. Diventata città di proprietà dello stato e riacquistato il suo antico nome, cadde sotto la dominazione spagnola. Intorno al 1600-1700 divenne la città delle scienze e degli studi legali; nel 1806 divenne l'avanposto della Puglia e del Molise. Durante il rinascimento ebbe un importante ruolo per l'affermazione degli ideali unitari. nel '900 fu teatro di pesanti lotte contadine.

Panorama economico
Negli anni seguenti la II Guerra Mondiale la città si affermò nel campo dell'agricoltura come polo per il cibo. è uno dei centri per agricoltura più importanti nella provincia di Foggia. Le sue attività concorrono per il 6% approssimativamente della produzione provinciale e per il 15% dei campi da coltivare. La coltura prevalente è quella dei cereali che nutre le industrie di trasformazione. E' una zona di produzione del vino DOC “Cacc' e mmitte”, dal nome inusuale e dal sapore esclusivo: quasi uno straniero tra i vini rossi di questa parte della Puglia. la città dispone anche di un distretto per la produzione artigianale ed industriale. Le industrie agroalimentari sono circa 50 con 300 dipendenti. Un ottimo risultato è dato dalle industrie che manifatturano articoli di vestiario con meno di 100 dipendenti. Le industrie del legno hanno più di 400 dipendenti. Le imprese di costruzione sono circa 270 con più di 700 dipendenti. nel settore operano oltre 850 compagnie con più di 1000 dipendenti. Nella Pubblica Amministrazione, oltre alla presenza di numerose istituzioni, opera il 26% della popolazione attiva. A differenza di questa struttura economica il tasso di occupazione registra dei valori molto bassi. la disoccupazione dei giovani di età compresa tra i 15 ed i 29 anni e di circa il 62% l'esistenza di un livello scolastico medio diffuso contribuisce alla relativamente alta percentuale di persone con titolo di studio elevato: infatti laureati e diplomati costituiscono il 20% della popolazione. L'analfabetismo è il più basso della provincia.

La struttura della casa famiglia “il Sentiero”

Introduzione
Una casa famiglia è una struttura comunitaria di piccole dimensioni. La scelta di creare una Casa Famiglia è dovuta alla profonda convinzione che solo un'atmosfera che per stile di vita e organizzazione è più vicina ad una famiglia naturale e che possa dare risposte ai bisogni dei bambini e degli adolescenti ospitati. Le Case Famiglia, differentemente dagli istituti, offrono quel calore necessario per regolare il processo di identificazione personale e di socializzazione. Nella comunità gli ospiti sviluppano, come effetto della dimensione domestica, delle relazioni affettive naturali. Lo stile di vita domestico crea l'ambiente ideale per educare alla libertà creativa, alle abilità critiche e rafforza le funzioni intra-fisiche; essa inoltre migliora le relazioni con la famiglia.

La casa famiglia è collocata in una struttura appropriata e decorosa di circa 150mq (5 stanze per i minori ed 1 per gli operatori). La struttura si caratterizza per la presenza di: educatori professionali, staff educativo che tramite una turnazione elastica ricopre l'arco delle 24 ore, colf.
La casa è aperta tutto l'anno 24 ore al giorno.
Le uscite pomeridiane e serali, secondo la programmazione dei tempi stabilita, saranno concordate con il responsabile della struttura e, in ogni caso, il rientro non avverrà oltre le 23.
Attraverso la struttura di tipo familiare, gli ospiti autogestiscono gli spazi a disposizione e contribuiscono, in base alla proprie capacità, alla gestione degli spazi comuni.

Il piano educativo de “Il Sentiero” ha come fine:
- la soddisfazione dei bisogni materiali e affettivi degli ospiti
- aiutare i bambini e gli adolescenti a crescere e maturare psicologicamente nelle loro capacità di relazionarsi e di socializzare positivamente con l'ambiente esterno
- operare per il reinserimento dei ragazzi e delle ragazze nelle famiglie di origine o comunque di accompagnarli verso l'autonomia e l'indipendenza
- rispettare e valorizzare le differenza culturali, etniche e religiose di ciascun ragazzo/a
- realizzare per ogni ragazzo e ragazza un piano educativo

Metodologia
Il ragazzo è ospitato nella comunità: per prima cosa frequenterà la scuola in base alle sue predisposizioni e capacità, o sarà avviato, se in età, alle sue prime esperienze lavorative. Gli educatori seguono il ragazzo/a nelle faccende della vita quotidiana: mantengono i contatti con la scuola, il lavoro, verificano le amicizie, mantengono relazioni con le famiglie di origine, stimolano il ragazzo/a verso attività ed interessi che migliorino le sue capacità relazionali, eserciteranno l'autorità dei genitori che devono anche sapere dire “no!”. Gli educatori sono in contatto con i servizi sociali. Il ragazzo sarà il primo protagonista del piano educativo e parteciperà attivamente ed in prima persona ad ogni decisione che possa riguardarlo/a.

Le attività SVE nella Casa Famiglia Il Sentiero
il progetto mira a fornire ai volontari:
- capacità organizzative;
- capacità di lavoro di gruppo;
- un'occasione di apprendimento della lingua e della legislazione italiana;
- fiducia in se stessi e confronto;
- sviluppo delle capacità comunicative;
- occasione di analisi dei vari bisogni del territorio;
- opportunità di sperimentare direttamente e dall'interno di un ambiente controllato, la relazione con persone in difficoltà
- momenti di sperimentazione delle attività proposte nell'ambito di un sistema integrato di servizi sanitari e sociali;
- strumenti di valorizzazione dell'esperienza completata per le successive scelte professionali, attraverso l'interiorizzazione delle competenze acquisite dagli operatori del territorio di referenza (cooperative, scuole etc)

Il volontario sarà impegnato in attività con i bambini e gli adolescenti: laboratori (2 ore a settimana con l'ausilio di operatori professionali), eventi (come conferenze ed incontri), doposcuola (ogni giorno dalle 16 alle 18) e in generale della cura dei bambini ospiti della struttura. I volontari saranno coinvolti in incontri e saranno in contatto con le principali reti del territorio, i servizi sociali e le istituzioni. Il Patto di Servizio indicherà nel dettaglio le attività: doveri, calendario e tutto ciò che concerne il servizio e la sua verifica finale.
Durante il servizio il volontario acquisirà informazioni sul sistema delle case famiglia in Italia e sul lavoro dei servizi sociali. Acquisirà inoltre una metodologia di lavoro grazie anche al supporto degli operatori professionali. Il monte ore di servizio settimanale è di 30 ore (5 ore al giorno da lunedì a Sabato).

Le strutture dove saranno ospitati i volontari

Come e quando fare domanda

- Contatti:
Per ulteriori dettagli relativi al progetto si faccia riferimento al progetto integrale disponibile su:
http://ec.europa.eu/youth/evs/aod/

Per ulteriori informazioni sul progetto e sulle attività SVE di Mondo Nuovo si contatti:
Antonio Salvati
responsabile programma Youth in Action e SVE
Mondo Nuovo
mail: mnsalvati@gmail.com