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Asilo,
esaminate a
Roma in due
anni 2299
domande per
riconoscimento
dello status
di rifugiato
Il dato,
fornito dalla
Commissione
nazionale per
il diritto
d'asilo,
risulta dalla
ricerca
'Presenze
trasparenti'
realizzata da
Caritas Roma
Sono stati
forniti dalla
Commissione
nazionale per
il diritto
d'Asilo e
contenuti
nelle
anticipazioni
della ricerca
'Presenze
trasparenti',
realizzata da
Caritas Roma,
Casa dei
diritti
sociali focus,
Centro Astalli,
Fcei, Progetto
casa verde con
il patrocinio
di Cesv e Spes
e presentati
stamani alcuni
dati che
riguardano il
periodo da
aprile 2005 a
settembre
2007.
Le domande di
richiesta
d'asilo
pervenute alla
commissione
territoriale
di Roma (una
delle 7 in
Italia ad
occuparsi del
riconoscimento
dello status
di rifugiato)
risultano
essere 2.658
in totale e
2.299 quelle
esaminate.
In totale sono
stati 400 ad
ottenere lo
status di
rifugiato,
1.109 i
diniegati
senza
protezione,
627 quelli con
protezione,
123 gli
irreperibili e
17 i sospesi.
Da quanto
emerge dalla
ricerca i
richiedenti
asilo scelgono
l'Italia per
la relativa
accessibilità
perché il
mezzo di
trasporto più
utilizzato è
il gommone.
Alla
presentazione
dello studio
ha partecipato
anche il
prefetto di
Roma Carlo
Mosca che ha
sottolineato:
«Ho il dovere
di garantire
la coesione
sociale ed il
massimo della
garanzia dei
diritti al di
là della
legislazione
organica, che
auspico arrivi
presto, e
verificherò -
ha proseguito
il prefetto -
che non ci
siano ritardi
o omissioni e
invito chi si
trova in
situazioni di
difficoltà a
contattarmi.
Mosca ha anche
evidenziato
che in materia
ci sono tante
cose da fare,
"ma
bisogna
riconoscere ha
detto - anche
quello che è
stato fatto in
questi anni,
come il
passaggio da
una a 7
commissioni
territoriali e
che ci siano
all'interno
anche
rappresentanti
dell'Acnur e
Anci».
Tra gli
intervenuti
l'assessore
capitolino
alle Politiche
sociali,
Raffaela
Milano, che ha
sottolineato:
«Le
commissioni
hanno ridotto
i tempi
d'attesa, che
prima
arrivavano
anche a 18
mesi, però
bisogna che ci
sia un comune
agire tra
quelle
presenti in
Italia e il
rispetto dei
diritti per
chi richiede
asilo, ma che
allo stesso
tempo non sia
un escamotage
per superare
la
Bossi-Fini». |