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Il
Presidente
del
Consiglio
Silvio
Berlusconi
ha
firmato
il
decreto
con
il
quale
si
stabilisce
che
possono
entrare
in
Italia
150.000
lavoratori
non
comunitari
soprattutto
per
svolgere
attività
nel
settore
domestico.
Le
quote
saranno
ripartite
nei
prossimi
giorni
tra
le
regioni
e
le
province
autonome
a
cura
del
ministero
del
lavoro
sulla
base
delle
domande
già
inviate
ai
competenti
uffici.
In
altre
parole
vuol
dire
che
potranno
entrare
in
Italia
i
lavoratori
la
cui
domanda
è
stata
presentata
dai
datori
di
lavoro
entro
il
31/05/2008
e
che
gli
stessi
siano
ancora
interessati
all'assunzione.
Il
decreto
stabilisce
altresì
che
i
datori
di
lavoro
non
comunitari
che
hanno
presentato
domanda
di
assunzione
di
un
lavoratore
residente
all'estero,
dovranno
essere
in
possesso
del
Permesso
di
soggiorno
CE
(ex
Carta
di
soggiorno)
o
averne
fatto
richiesta
alla
data
di
pubblicazione
del
decreto
sulla
Gazzetta
ufficiale.
Questi
datori
di
lavoro,
inoltre,
dovranno
confermare
entro
venti
giorni
a
partire
dal
15
dicembre
2008
l'interesse
ad
assumere
il
lavoratore
richiesto
e
il
requisito
del
possesso
del
Permesso
di
soggiorno
CE,
attraverso
la
compilazione
di
una
apposita
pagina
web
resa
disponibile
sul
sito
del
ministero
dell'interno
(http://www.interno.it).
Tutti
gli
altri
datori
di
lavoro
non
dovranno
fare
nulla,
se
non
attendere
che
l'ufficio
competente
rilasci
l'autorizzazione
al
lavoro
qualora
ci
siano
i
requisiti
prescritti
dalla
legge.
Tornando
al
decreto,
le
quote
previste
sono
suddivise
per
nazionalità
con
le
quali
lo
Stato
italiano
ha
degli
accordi
bilaterali:
a
queste
nazionalità
sono
riservate
44.600
quote
di
ingresso
sia
per
lavoro
domestico,
sia
per
altri
settori
produttivi.
Le
altre
quote,
105.400,
sono
riservate
per
tutte
le
altre
nazionalità,
solo
però
per
lavoro
domestico.Le
nazionalità
alle
quali
sono
state
riservate
delle
quote
sono:
Albania,
Algeria,
Bangladesh,
Egitto,
Filippine,
Ghana,
Marocco,
Moldova,
Nigeria,
Pakistan,
Senegal,
Somalia,
Sri
Lanka
e
Tunisia.Il
decreto
dovrà
essere
pubblicato
sulla
Gazzetta
ufficiale
nei
prossimi
giorni.
Ricordiamo
che
la
Provincia
autonoma
di
Trento
aveva
chiesto
in
questa
eventuale
ipotesi
che
le
quote
necessarie
a
soddisfare
le
domande
presentate
sono
200,
soprattutto
per
l'ingresso
di
lavoratori
provenienti
dalla
Moldova
da
occupare
per
l'assistenza
familiare.
Ora,
si
deve
attendere
la
suddivisione
delle
quote
tra
le
regioni
e
le
province
autonome
per
conoscere
nel
dettaglio
la
disponibilità
per
il
Trentino
e
per
le
altre
regioni.
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il
decreto
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